Titolo originale
|
El juego del ángel
|
1ª ed. originale
|
|
1ª ed. italiana
|
|
romanzo
|
|
thriller
|
|
Lingua originale
|
|
David Martín
|
|
Preceduto da
|
Citazione
“Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia… Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.”
“Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia… Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.”
TRAMA
Nella tumultuosa Barcellona degli
anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto
universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre
l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad
arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a
porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai
prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini
efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora
familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino
luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già
imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di
un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a
cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di
una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.
RECENSIONE
Adoro questo autore,anzi voglio
espormi, dicendo che è uno tra i miei preferiti.
Questo libro è una specie di seguito
de ‘L’ombra del vento’, primo grande successo di Zafòn.
Diciamo, però che le tracce di un
seguito sono ripercorribili solo a grandi linee, perché ritroviamo solo alcuni
luoghi comuni come Il Cimitero dei Libri Dimenticati, un rifugio segreto ideato
in modo davvero sorprendente e che io ho amato molto fin dal primo libro.
Qui troviamo come protagonista, David
Martìn, un personaggio sofferto e quasi ‘maledetto’ che inizia la sua disperata
storia ripercorrendo le linee di un’infanzia squallida; viene abbandonato dalla
madre quando è solo un bambino, mentre il rapporto difficoltoso con il padre sfocia
in una fine cruenta, dove è costretto a vedere il genitore morire davanti ai
suoi occhi attraversi ripetuti colpi di pistola.
Ma questo sarà solo l’inizio, perché
la vita di questo ragazzo sfortunato, troverà soltanto un’apparente protezione
sotto il caro amico Vidal, l’uomo più ricco e prestigioso di Barcellona.
David inizia il suo percorso da
semplice fattorino al suo fianco, ma la sua strada è destinata a voler
raggiungere l’ambito desiderio di diventare uno scrittore.
Tutto ha inizio presso la redazione de
‘La Voz de La Industria’, dove darà vita a racconti mistici e terrificanti, una
via di mezzo tra thriller e horror, ma poi una parte di notorietà arriverà
quando la sua mente riuscirà a creare ‘La città dei maledetti’, quasi uno
specchio narrativo per dare voce al luogo in cui vive. Una Barcellona come
sempre surreale, gotica e misteriosa.
La storia infatti viene suddivisa in
ampi capitoli che prendono il nome dell’opera che racchiude il periodo
significato di vita del protagonista.
David nel suo cammino avrà l’incontro
con un editore davvero singolare e in parte davvero suggestivo, una sorta di
figura sinistra e diabolica, il quale lo convincerà sotto una lauta somma di
denaro a ideare un romanzo trattante una religione oscura e ambigua, prevalente
su tutte le altre.
Ed è qui che Zafòn ci vuol far
comprendere quanto uno scrittore possa essere capace di ‘armarsi’ della sua fantasia
per far credere alla gente come una bugia può essere falsificata in verità.
L’autore ha voluto mostrarci in questo
suo libro quanto la professione di scrittore nella Spagna degli anni Venti-Trenta
possa essere davvero complicata, quasi una sorta di stato di disperazione
fisica e psicologica.
Nel momento in cui questo misterioso
editore Andreas Corelli ( nome italo - ispanico) entrerà nella vita del povero
Martin, riuscirà a renderla dannatamente difficile.
Sembra che l’opera voglia farci
leggere il mondo del protagonista come un viaggio tra incubo e sogno, rendendo
anche la storia d’amore tra David e la sua adorata Cristina quasi una
maledizione mandata dal cielo.
Corelli, riesce come solo un vero
capolavoro narrativo sa fare, a dirigere i fili dell’esistenza di David,
riducendolo quasi a un fantasma.
La narrazione ci mostrerà le tante
fragilità del protagonista, soprattutto quando incontrerà tanti altri
personaggi secondari altrettanto importanti ed essenziali per il romanzo; in seguito
le vicende di Martìn e i suoi sentimenti contrastanti per le persone a cui è
più legato, come anche Sempere, unico e sincero amico che lo ha aiutato fin da
piccolo, lo trascineranno in una sorta di crisi d’identità, dove il suo
antagonista, Corelli, lo trascinerà quasi fino all’Inferno per fargli fare i
conti con se stesso e la sua viscerale passione di scrittore.
Ho amato tutti i libri di Zafòn,
quindi anche questo resta uno dei miei preferiti, ma la mia valutazione a
differenza degli altri non è di cinque stelle, ma di quattro stelle e mezzo,
perché alla fine il significato della storia in se stesso resta ambiguo fino in
fondo e ho trovato un po’ di ambivalenze con due opere famose e classiche come
‘Il Dottor Faust’ di Goethe e ‘Il ritratto di Dorian Gray’ di Wilde.
Il primo perché il personaggio di
Corelli appare proprio come il diavolo in persona con cui David fa un contratto
per riuscire a diventare uno scrittore celebre e per guarire da una malattia,
la quale non si sa se sia un’invenzione del protagonista o sia davvero reale,
mentre mi ricorda Dorian Gray, perché alla fine Martìn sembra non invecchiare
mai e appare come una maledizione dover continuare a vivere in eterno vedendo
soffrire e scomparire le persone a lui più care.
Insomma una storia bellissima,
indimenticabile e struggente, ma altrettanto ambigua che ci spinge a domandarci
se ciò che ha vissuto il protagonista sia accaduto davvero o sia soltanto
frutto di un sogno con cui l’autore ci ha stregato.
Francesca Ghiribelli.
Nessun commento:
Posta un commento