lunedì 24 dicembre 2018

RECENSIONE LA PADRONA DI ALESSANDRA BORGHESE



Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 15 gennaio 2013
Pagine: 180 p., Rilegato
EAN: 9788804624745


SINOSSI
È il maggio del 1605, il cardinale Camillo Borghese è appena diventato papa con il nome di Paolo V, per lo Stato Pontificio e per la sua capitale si apre uno dei periodi di più intenso e rigoglioso sviluppo. Su questo sfondo Alessandra Borghese, che di Paolo V è una discendente, disegna, attingendoli dalle intense pagine di un diario intimo, i tratti della sua protagonista: una donna di nobili natali che, ferita per l'inspiegabile abbandono del padre e sconvolta da una prima esperienza sentimentale, decide di prostituirsi, quasi a cercare una vendetta per il dolore subito. Per anni agisce nella più torbida ed oscura trasgressività, nella penombra dei palazzi del potere. Indossa una maschera e recita il ruolo della Padrona, impartendo dolore e umiliazione agli uomini che incontra, e ricevendone in cambio una sorta di venerazione. Di giorno legge, studia, scrive e si occupa di opere di bene. Di notte invece incontra i suoi clienti, lasciando spazio a quella parte della sua anima marchiata dal dolore. Ma in lei convive un'altra parte, quella di una donna che si è sempre interrogata e non si è mai arresa. Sarà proprio quella parte di anima a portare la Padrona a riscoprire l'immensità dell'amore vero e a spingerla ad intraprendere un percorso di redenzione che la condurrà a mutare radicalmente e a incrociare di nuovo l'uomo che più di ogni altro ha segnato la sua esistenza.

RECENSIONE
Un romanzo che ho letto in una serata, capitoli brevi e ben scritti, con uno stile da giornalista e da persona documentata del periodo preso in considerazione come ambientazione della storia. Siamo nel Seicento, nella Roma in cui il profumo del passato dal punto di vista religioso, sociale e culturale si mischia all’innovazione per l’arrivo della nomina di un nuovo Papa Paolo V, ovvero Camillo Borghese. Appena si legge la trama il lettore è invitato a ritornare sulla copertina per controllare il cognome dell’autrice, anche lei Borghese. Già, non è uno scherzo, è antica discendente del pontefice di cui narra la storia in questo romanzo. Le descrizioni dei personaggi storici come Galilei e Caravaggio, del quale si annuncia la morte sono autentiche riprese veramente dalla storia dell’epoca, quindi sembra rivivere passo dopo passo quegli istanti con gli occhi dell’autrice e di una Roma sempre più all’avanguardia pronta a rinascere e vivere di nuova luce. Il libro non mi è dispiaciuto, però ho trovato in parte forzato il dover parlare anche in modo troppo esauriente del periodo storico citando personaggi e altre circostanze che secondo me non rientravano nella trama del romanzo. La scrittrice trova l’escamotage di inserire una cortigiana del Seicento e il suo diario segreto in una trama in cui di lei stessa si dice poco o niente. Avrei voluto che il romanzo riguardasse situazioni che la vedessero più protagonista e non fungessero solo da pubblico partecipe della storia. Conferisco tre stelline al romanzo, soltanto perché è uno specchio storico della Roma seicentesca e poi quasi alla fine del libro mi è piaciuto il fatto di inserire qualcosa della storia personale della cortigiana, rassomigliata a Maria Maddalena, al suo avvicinamento a Dio. L’amore di Dio sa perdonare chiunque. Tornando all’esperienza personale della protagonista, serba il vuoto incolmabile che ha lasciato nel suo cuore l’abbandono da parte del padre. Un episodio di cui non si spiegherà il perché fino in fondo, ma che alla conclusione si chiude con una scena molto inaspettata e dal sapore dolceamaro. Sono poche le descrizioni in cui la cortigiana mascherata racconta le sue esperienze violente con i clienti che non desiderano altro che essere maltrattati sessualmente e fisicamente. Si parla poco anche del motivo per cui la donna si prostituisce alle dipendenze di una certa signora chiamata Padrona e soprattutto della delusione lasciata nel suo cuore da un grande amore finito male. Insomma, il romanzo poteva essere curato molto di più per essere davvero avvincente!


FRANCESCA GHIRIBELLI

Nessun commento:

Posta un commento